Lucidatura a cera di Mobili Antichi

Trattamenti di lucidatura a cera di mobili, complementi d’arredo e oggetti d’epoca

Lucidatura a cera di mobili e oggetti in legno, artigiano specializzatto nel restauro di mobili, opera in provincia di Venezia, e Treviso

img3 La lucidatura dei manufatti in legno è un’operazione indispensabile per la conservazione degli stessi, siano mobili da esterni o interni per preservarli da agenti atmosferici (ossidazione, umidità, muffe e funghi) o da un uso domestico (fumi di cucine, camini, untume etc.), per preservarne il tono od il colore originale o quello dato mediante “mordenzatura”. Utilizzando una “lucidatura trasparente” è possibile comunque che un lieve cambiamento di tono sia dato dall’esposizione al sole o, per alcune “essenze”, alla stessa atmosfera. La maggior parte dei tipi di lucidatura comporta due fasi: preparazione di fondo e finitura. La lucidatura di mobili per interni è sconsigliata con l’uso del pennello a meno che non si sia pratici a questa arte.
Le fasi della lavorazione
Questa tecnica conferisce al mobile un bell’aspetto semilucido e satinato. Dopo le eventuali operazioni di consolidamento della struttura del mobile, di stuccatura, di disinfestazione dai tarli e mordenzatura, si passa leggermente con uno straccio della Trementina per pulire la superficie del mobile senza asportare la patina; quindi si applica dell’olio paglierino, lasciandolo ad ingrassare il legno per almeno un giorno o anche di più se la temperatura dell’ambiente è bassa. Successivamente si asciuga con attenzione tutto l’olio e si stende rapidamente sulla superficie del mobile uno strato abbondante ed uniforme di gommalacca sciolta al 20% in alcool etilico a 99 gradi. In alternativa, se si riesce a reperire, si può usare come solvente l’acool metilico: infatti per questo lavoro è più adeguato ma è difficile trovarlo. Per l’applicazione, ci si può avvalere di una spugnetta o di una pennellessa morbida; in ogni caso si avrà l’accortezza d’indossare guanti di gomma, di operare in un locale ventilato e, man mano che si stende la gommalacca, di avanzare sempre senza mai tornare indietro. Occorre anche evitare sgocciolature e colature che una volta indurite si tolgono con una certa difficoltà e lasciano il segno. Quando il sottile strato è asciutto, quindi dopo 30 minuti o anche più a seconda della ventilazione, della temperatura e dell’umidità dell’aria, si passa molto delicatamente sul mobile una retina d’acciaio finissima, avendo l’avvertenza di operare sempre nel senso delle venature del legno e di non premere. In tal modo la superficie diverrà opaca e liscia. Successivamente, dopo avere spazzolato via la polvere di gommalacca secca dalla superficie, si ripete l’operazione dall’inizio: si stende un nuovo strato sottile di gommalacca, sempre diluita al 20%, la si fa asciugare, si asporta delicatamente con la retina d’acciaio e si spolvera bene. In questa maniera avremo chiuso i pori e tamponato le piccolissime fessure e rugosità del legno, predisponendolo alla vera e propria finitura. Se necessario le due operazioni suddette possono essere reiterate fino a che la superficie da trattare non è divenuta uniforme, priva di ogni minima asperità e come satinata al tatto. Dopo l’asciugatura, si prepara quindi un miscuglio semiliquido, di consistenza cremosa, sciogliendo in poca essenza di trementina, a bagno maria, in un locale ventilato oppure all’aperto, della cera carnauba e della cera d’api, miscelate in parti uguali. Occorre fare attenzione, perché l’essenza di trementina riscaldata s’incendia facilmente. Si stende poi sulla superficie uno strato sottile ed uniforme di questo miscuglio; si lascia asciugare bene ed il giorno successivo si ripete di nuovo l’applicazione. Infine, si lucida a lungo tutto il mobile strofinandolo con un panno a trama fitta di lana, che non speli minimamente. Se si vuole aumentare la lucentezza, ad esempio su un mobile impiallacciato, alla fine si lucidano tutte le superfici con una calza di seta da donna. In commercio esistono confezioni già pronte sia di gommalacca sciolta in alcool che di cere di carnauba e di api miscelate e sciolte in essenza di trementina. La cera carnauba, più chiara e robusta, conferisce alla lucidatura brillantezza, maggiore resistenza al calore, alla luce e buon profumo.
 

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