Lucidatura a gommalacca di Mobili d’epoca

Trattamenti di lucidatura a gommalacca di mobili antichi, sedie, tavoli e oggetti d’epoca

Lucidatura a cera di mobili e tavoli, sedie e divani, artigiano specializzatto nel restauro di mobili, opera in provincia di Venezia, e Treviso

img4 Profondità e lucentezza alle venature del legno La gommalacca si può applicare a pennello o a tampone, la scelta del metodo dipende dal mobile che dobbiamo rifinire e dal tipo di finitura che desideriamo ottenere. Per mobili rustici costruiti in abete, olmo, castagno o rovere, che dalla nascita non hanno goduto di cure troppo approfondite e hanno naturalmente i pori aperti, possono essere lucidati a cera, si verniciano con gommalacca a pennello e poi si rifiniscono con cera d’api in pasta. Per i mobili antichi che prevedono una lucidatura brillante e per i mobili più ricercati, costruiti generalmente in noce o essenze di pregio, il discorso è diverso, occorre seguire il metodo della lucidatura a tampone.
La gommalacca è una resina organica secreta da un insetto della famiglia delle Cocciniglie, parassita di varietà di piante del subcontinente indiano. La preparazione avviene sciogliendo della gommalacca in scaglie in una soluzione di alcool etilico, lasciando riposare il composto così ottenuto per 24 ore ed infine filtrandolo per eliminare le impurità.
Le fasi della lavorazione
La stesura della gommalacca su un mobile, utilizzando il tampone, è detta anche lucidatura a stoppino o a spirito o alla francese. Per prima cosa intingi il tampone nella gommalacca facendo attenzione a non inzupparlo troppo. Inizia a stendere la gommalacca distribuendola su tutta la superficie senza mai fermarti, praticando una leggera pressione e premendo sempre più man mano che il tampone si scarica. E’ importante non fermarsi mai a metà del piano altrimenti si rischia di macchiarlo e di dover ricorrere ad una levigatura per rimuovere la gommalacca appena stesa. Lucida sempre seguendo le venature del legno, solo così otterrai un risultato omogeneo e privo di contrasti: se a fine lavoro noti delle linee scure significa cha hai premuto troppo il tampone. Se ti accorgi che il tampone sta iniziando ad asciugarsi, e non hai ancora terminato di coprire tutta la superficie, esercita una certa resistenza e una maggiore pressione sul tampone indirizzandolo velocemente verso uno spigolo. Le passate del tampone devono essere parallele con movimenti dall’alto al basso senza interruzioni: in genere per donare profondità e spessore alla vernice sono sufficienti tre passaggi di gommalacca. Dopo il primo passaggio a linee parallele, si effettua un successivo passaggio con movimenti circolari a forma di 8, partendo da un lato e arrivando a quello opposto senza sosta. La passata finale viene realizzata compiendo movimenti circolari dal bordo verso il centro stando attento a raggiungere bordi e angoli. Quando la vernice è asciugata va levigata con della carta vetrata fine inumidita con olio di paraffina o di lino crudo, quindi si asciuga la superficie con un panno morbido in modo da asportate l’eventuale olio in eccesso.  

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